Alopecia Areata a chiazze: nuove prospettive in vista?

Alopecia Areata a chiazze: alcuni studi su due molecole dal potente contrasto contro altre affezioni autoimmuni, aprono possibili nuove vie terapeutiche.

Alopecia Areata a chiazze: quando l’organismo non riconosce più alcune sue parti…

Le malattie autoimmuni, molto brevemente, sono delle particolari patologie nelle quali l’organismo identifica erroneamente una sua parte come un “aggressore”, un potenziale pericolo, e quindi adotta delle strategie di difesa contro di essa. Come è immaginabile, questa condizione, in dipendenza del cosiddetto ”organo bersaglio”, può portare a problemi funzionali, fisiologici e strutturali anche di una certa gravità.

Alcune tra le patologie autoimmuni più conosciute (e l’organo bersaglio citato fra parentesi, a lato) sono le seguenti: l’Artrite Reumatoide (articolazioni), il Lupus Eritematoso (reni), la Sclerodermia (derma), la Sclerosi Multipla (sistema nervoso centrale) e l’Alopecia Areata (bulbi piliferi e/o capillari).

Purtroppo l’elenco non finisce qui, e noi appunteremo la nostra attenzione sull’Alopecia Areata (AA) e sulle recenti ricerche che mostrano progressi nell’identificazione di nuove molecole attive per contrastare i problemi caduta di capelli ad essa legati.

Alopecia Areata a chiazze: Ruxolitinib e Tofacitinib, due fattori chiave per la regolazione delle risposte immunitarie senza freni

Questi due composti erano già noti in ambito clinico per le loro azioni di regolazione delle abnormi risposte immunitarie, rispettivamente nella mielofibrosi e nell’artrite reumatoide. Agiscono sulla cosiddetta “Via di Segnalazione JAK-STAT” che, senza andare troppo nello specifico, è una via biochimica che l’organismo percorre per regolare la corretta espressione dei processi di proliferazione, differenziamento e morte cellulare (apoptosi). Questo processo, nel suo insieme, è particolarmente nella produzione dei globuli rossi.

Alopecia Areata a chiazze: Ruxolitinib e Tofacitinib, efficacia contro l’Alopecia Areata.

Lo studio sul Ruxolitinib come cura contro l’Alopecia Areata è stato pubblicato a settembre del 2016 sul Journal of Clinical Investigation. Il gruppo di ricerca del dottor Julian Mackay-Wiggan, presso Columbia University di New York,  ha lavorato su di un piccolo campione di dodici pazienti affetti da forme abbastanza severe di Alopecia Areata.

Di essi, nove hanno mostrato una interessante ricrescita dei capelli, ma è chiaro che siamo ancora in una fase ancora iniziale della ricerca. Il campione dovrà essere più significativo e sarà necessario un approfondimento delle indagini.

Sul Journal of American Academy of Dermatology, a gennaio di quest’anno (2017 N.d.R.), è stata pubblicata invece la ricerca relativa all’efficacia del trattamento a base di Tofacitinib. La ricerca è stata condotta presso la Yale University di New Haven, in Connecticut, su novanta adulti affetti gravi forme di AA.

I risultati sono stati alquanto interessanti, in quanto una persona su cinque ha mostrato una completa guarigione, mentre  oltre la metà  è stata confortata da una soddisfacente ricrescita di capelli. Il problema principale è stato però il veloce ritorno alla situazione precedente alla terapia, dopo la sua cessazione. Evidentemente l’effetto della cura non dura a lungo una volta sospesa la sua somministrazione. È in questa direzione che si dovranno esprimere gli sforzi più importanti della ricerca.

Alopecia Areata a chiazze: gli effetti collaterali di Ruxolitinib e Tofacitinib, sono molto seri.

Come tutti gli inibitori della JAK, gli effetti indesiderati di Ruxolitinib e Tofacitinib sono davvero importanti. Per quanto riguarda il primo farmaco, sono stati riportati fenomeni di trombocitopenia, ossia calo del numero di piastrine nel sangue, una depressione del sistema immunitario e quindi tendenza alle infezioni di tipo opportunistico. Gli effetti indesiderati del Tofacitinib invece sono infezioni elle prime vie aeree, mal di testa, diarrea e rinofaringiti.

Se si considera che siamo difronte a molecole il cui costo è ancora parecchio elevato, sono dotate di una discreta tossicità e soprattutto, una volta interrotto il trattamento, lasciano nuovamente spazio alla comparsa dei sintomi dell’Alopecia Areata, si comprende come siano necessari dei corposi sforzi perché la ricerca proceda nella direzione giusta. La formulazione topica per l’utilizzo di questi farmaci, ad esempio, sembrerebbe una strada in grado di garantire un forte abbattimento di quegli effetti indesiderati, mantenendo nel contempo i benefici.

Alopecia Areata a chiazze: la Medicina Rigenerativa ha già il potenziale per fronteggiare i danni dell’AA.

In attesa che la ricerca ponga rimedio ai problemi relativi a queste due promettenti molecole, un rimedio naturale e privo di effetti indesiderati agli effetti dell’Alopecia Areata, esiste già! La Medicina Rigenerativa ha infatti la capacità di favorire una Rigenerazione Cellulare sui bulbi capillari ricettivi e quindi di promuovere la ricrescita dei capelli.

HairClinic Bio Medical Group, esegue in Italia e da parecchi anni, il Protocollo di Medicina Rigenerativa bSBS, il protocollo terapeutico anti calvizie più efficace sulla scena clinica mondiale.

Le cellule ed i principi attivi correlati responsabili della Rigenerazione Cellulare, vengono prelevati  e concentrati, con opportune tecnologie di separazione cellulare all’avanguardia ed indolori, direttamente da un campione ematico del paziente. Le cinque fasi del Protocollo sono concentrate in una sola sessione ad alta densità seguita da un follow-up mirato su ogni paziente. Promuovono il riequilibrio del sistema scalpo-capelli favorendone una migliore salute e resistenza, favorisce l’inversione della miniuaturizzazione del follicolo, l’aumento della densità visiva e la massima rigenerazione follicolare autologa. Sempre in totale assenza di effetti indesiderati o controindicazioni.

Alopecia Areata, notizie su  Wikipedia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Alopecia_areata



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