Parrucchino o autotrapianto? Da Antonio Conte a Marco Masini.

Cantanti, sportivi, attori, vip televisivi, chef e anche molte donne: la parrucca o parrucchino non conosce confini di nessun tipo. Coprire la calvizie con il parrucchino è uno stratagemma molto diffuso e molto nascosto solitamente per disagio. 

Tra i vip la di calvizie il più delle volte è vissuta davvero male, tanto da ricorrere al parrucchino.

In alcuni casi il risultato è evidente, come nell’ultimo paradossale toupet di Sandro Mayer o in quello ormai celebre dell’allenatore della Nazionale Antonio Conte, che secondo molti tabloid dopo 3 trapianti falliti ha deciso di usare il parrucchino. Per molti vip questo stratagemma è molto meno evidente o quasi del tutto invisibile, certo si ha un podi vergogna a confessarlo per via di ciò che potrebbero pensare gli spettatori o la gente in generale. Prendiamo Ben Affleck, ormai costretto a portare un impianto in seguito a problemi di salute, così come Brendan, oppure guardandoci in casa un vip tra tutti è Marco Masini, il quale in meno di 2 mesi è passato da ormai glabro ad una testa piena di capelli.

Il tutto si traduce in due considerazioni, punto primo la calvizie colpisce tutti senza guardare alla posizione sociale, punto secondo la chirurgia non basta per risolvere la problematica complessa come l’alopecia, è necessaria un azione completa e selettiva, una cura ad personam avanzata.

Perché l’autotrapianto di capelli non sufficiente per curare la calvizie?

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