La calvizie non nasce da dove di vede!

La diminuzione della quantità dei capelli e la diminuzione del loro spessore prende il nome di alopecia, alcune cause sono comuni e conosciute, ma quelle che alimentano la patologia sono del tutto personali.

Alopecia androgenetica maschile. La tua è veloce o lenta?

La diminuzione della quantità dei capelli e la diminuzione del loro spessore prende il nome di alopecia. Esistono diversi tipi di alopecia, tra cui: alopecia fronto parietale maschile, alopecia da radiazioni, alopecia da trazione, alopecia da traumi psicofisici, alopecia post-infettive, alopecia da denutrizione, alopecia Iatrogena (da farmaci), alopecia areata, alopecia congenita (ereditaria).

Nellʼuomo la più diffusa è lʼalopecia androgenetica, e può manifestarsi in due stadi. alopecia androgenetica veloce, si sviluppa molto presto, subito dopo la pubertà ed intorno ai 20 anni è già in fase molto avanzata. Alopecia Androgenetica lenta, ha il suo picco intorno ai 20-30 anni, progredisce fino ai 40-50 anni e poi rallenta ma non si blocca.

Quali sono le cause dell’alopecia androgenetica?

La prima cosa da sapere è che non esiste una sola causa determinante ma un complesso di cause e concause che provocano la patologia, solo con un approccio mirato si può impostare una cura dell’alopecia maschile avanzata con le più alte possibilità di successo. Le cause che possono portare alla perdita dei capelli sono diverse e possono coesistere una accanto all’altra.

Cause genetiche: Molte volte l’alopecia è provocata dalla genetica, fattori come la mancanza di sonno o gli stress emotivi accelerano la caduta.

Problemi ormonali: elevati livelli di testosterone, le ghiandole surrenali il cattivo funzionamento della tiroide, le ovaie, l’ipofisi, endocrinopatie come l’ipotiroidismo, la menopausa, la policisti ovarica, o ancora tumori virlizzanti o terapie con androgeni.

Problemi alimentari: le diete dimagranti, la mancanza di vitamine, le anemie e i problemi di assimilazione delle vitamine, la denutrizione e malattie come l’anoressia agiscono direttamente sulla crescita dei capelli.

Prodotti chimici e farmacologici: l’uso di alcuni antidepressivi la chemioterapia, alcuni farmaci come la particella beta indicate per insufficienza cardiaca, e molti altri.

Cause psicologiche: lo stress fisico o psicologico, gli stati emotivi spiacevoli in molti casi la situazione di difficoltà personale, o differenti situazioni some febbri, emorragie, post parto etc. possono scatenare l’alopecia.

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Alopecia androgenetica maschile. Dove e come si manifesta?

L’attributo “androgenetica” è dovuto alla presunta causa di questa forma di alopecia e deriva dal sostantivo androgeno, un ormone, detto comunemente “maschile”, di tipo steroideo, secreto negli uomini dal testicolo e dalla corteccia surrenale, che regola la funzione degli organi sessuali e determina i caratteri sessuali secondari, e nelle donne, in piccole quantità, dall’ovaio e dalle cellule della teca e dalle ghiandole surrenali.

Lʼalopecia androgenetica colpisce inizialmente le anse frontali, poi la zona apicale (vertex) della testa ed infine la zona centrale, non è raro che l’interessamento riguardi anche solo una di queste zone. L’alopecia androgenetica è stata legata infatti ad un aumento dell’attività dei recettori di un androgeno, il Diidrotestosterone meglio noto come DHT, la presenza di unʼeccessiva quantità di questo androgeno ha effetti deleteri sui follicoli sensibili. Ne provoca un progressivo rimpicciolimento sino ad arrivare alla sua totale atrofia (processo di miniaturizzazione).

 

Ma cos’è il DHT?

Il DHT (Diidrotestosterone ) è un derivato del testosterone, prodotto per effetto dell’enzima 5-alfa reduttasi, che una volta a contatto con il follicolo svolge un azione dannosa: lo miniaturizza, fino a portarlo all’atrofia completa e quindi alla cessazione di ogni attività produttiva.

Le capacità dei recettori di legarsi al DHT vengono trasmesse geneticamente; la dimostrazione è data dal fatto che, trapiantando capelli non predisposti a calvizie in zone prima colpite da alopecia androgenetica, l’attività pilifera non viene modificata. A complicare la situazione, il DHT dà inizio a una reazione autoimmune del follicolo, che lo sottopone a una involuzione: il sistema immunitario individua il follicolo danneggiato come corpo estraneo, e cerca quindi di eliminarlo.

Il diradamento dei capelli comincia generalmente tra i 15 ed i 40 anni in entrambi i sessi, anche se in modo molto meno evidente nelle donne; può essere più o meno marcato a seconda di fattori razziali, sessuali e genetici, nonché dell’età e delle diverse sedi del cuoio capelluto.

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Inibire il DHT non è una soluzione.

Il DHT è uno degli ormoni intrafollicolari necessari alla coordinazione del ciclo del capello. Nello specifico, è il metabolita basilare del testosterone prodotto nella prostata, nelle ghiandole genitali maschili, nei follicoli piliferi dei capelli e nelle ghiandole surrenali dall’enzima 5α-reduttasi. Il testosterone è, quindi, convertito a DHT dalla 5α-reduttasi. Il diidrotestosterone è un ormone androgenico, fra i più potenti dell’organismo (la sua attività è 4-5 volte superiore rispetto al testosterone).

Inibire attraverso i conosciuti farmaci può portare ad effetti collaterali e complicazioni decisamente più serie rispetto alla perdita dei capelli, la soluzione corretta è “regolarizzare” il nostro sistema metabolico ormonale al massimo delle possibilità concesse, attraverso una diagnosi completa associata ad un Protocollo di Medicina Rigenerativa avanzato.

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Prostaglandina PDGD2, il DHT non è l’unico colpevole!

Le ultime scoperte identificano la causa reale della calvizie in una proteina, la Prostaglandina PGD2. Colpisce anche pazienti con un livello di DHT nella norma ed è potenzialmente deleteria sui follicoli innestati dopo un autotrapianto. Dott. George Cotsarelis.

Il Diidrotestosterone (DHT) non è l’unico colpevole della perdita di capelli. Infatti la calvizie è sempre dovuta ad un insieme di cause comuni e a una moltitudine di concause differenti in ogni paziente. Ma una recente scoperta scientifica comprovata internazionalmente ha dato un nome alla causa più importante della calvizie, la Prostaglandina D2 (PGD2).

I ricercatori dell’Università della Pensylvania, hanno identificato una quantità anomala di una proteina chiamata Prostaglandina D2, nel cuoio capelluto di uomini affetti da calvizie. La scoperta potrebbe portare a nuovi trattamenti per la cura della patologia. Nel modello umano e animale, gli studiosi hanno rilevato che una Prostaglandina nota come PGD2, ed il suo derivato 15- dPGJ2, inibiscono la crescita dei capelli.

La Prostaglandina PGD2 è presente in modo significativo dalla linea frontale al vertex, proprio le aree dove si manifesta l’alopecia androgenetica. Risulta essere deleteria sui follicoli piliferi di quelle zone ed è presente anche in pazienti con un tasso di testosterone nella norma, non soggetti dunque al DHT. Il secondo aspetto importante è che tale proteina è potenzialmente deleteria anche sui follicoli innestati dopo un autotrapianto, ciò spiegherebbe il perchè molti pazienti lamentino una perdita dei follicoli innestati a distanza di un medio periodo dall’intervento chirurgico.

In laboratorio, gli scienziati sono riusciti ad inibire PGD2, tramite un recettore chiamato GPR44 . Il recettore potrebbe diventare un promettente obiettivo terapeutico per combattere alopecia  androgenetica, sia negli uomini che nelle donne, con perdita di capelli o diradamento. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine. La calvizie maschile colpisce circa 8 uomini su 10, sotto i 70 anni e fa sì che i follicoli piliferi si restringano e producano microscopici peli, di breve vita.

Le prostaglandine hanno ruoli ben definiti, in molte funzioni del corpo. Una Prostaglandina chiamata F2 alpha, è nota invece, per favorire la crescita di capelli, in opposizione alla Prostaglandina PGD2 che la inibisce.  Gli studi futuri si concentreranno sulle potenzialità di GPR44 inibitore della Prostaglandina PGD2 e sulla funzione di F2 alpha, per nuovi trattamenti contro la perdita di capelli.

Per saperne di più sulla Prostaglandina PGD2 

Leggi la pubblicazione di Dott. George Cotsarelis su NCBI

 

 

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Inibire la sintesi della Prostaglandine PGD2 è necessario al fine di ottenere una potente azione anti infiammatoria e un risultato più completo.

L’ozono è composto da 3 atomi di ossigeno, che consente una maggiore ossigenazione cellulare del cuoio capelluto e del follicolo pilifero necessaria per ristabilire la sua funzione vitale. L’aumento di ossigeno nel sistema metabolico provoca una maggiore energia e migliora significativamente la micro circolazione dei capelli.

L’aumento di ossigeno stimola efficacemente i fibroblasti, la cui funzione principale è quella di mantenere l’integrità strutturale del tessuto connettivo. I fibroblasti sono i precursori di tutte le componenti della Matrice ExtraCellulare, elemento indispensabile per la rigenerazione, la composizione determina le proprietà fisiche dei tessuti connettivi. Per ottenere risultati ottimali, l’ozonoterapia dedicata ai capelli deve essere applicata solo dai tecnici esperti, e in una serie di sessione in base alle esigenze di ogni paziente.

L’Ozono oltre al blocco della sintesi della Prostaglandine PGD2, ha una potente azione anti infiammatoria per risolvere le più aggressive dermatiti seborroiche, eccesso di sebo, forfora, è anche di forte impatto per la cura della psoriasi cutanea. HairOzone è incluso nel protocollo medico bSBS.

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Alopecia androgenetica maschile. L’analisi avanzata è indispensabile.

Il classico esame del capello non è sufficiente per individuare le cause più sottili che generano la tua calvizie.

L’alopecia è una patologia molto complessa determinata da alcune cause comuni e da altre del tutto personali, è facilmente intuibile che lo stato dei capelli è solo un sintomo esteriore della calvizie, le vere cause della patologia risiedono all’interno dell’organismo. Per tale ragione in HairClinic non eseguiamo banali esami del capello o check-up, ma associamo al Protocollo di Medicina Rigenerativa avanzata alcune analisi selettive come quella Genomica, Ormonale e della Membrana Cellulare. Il pool di esami è capace di individuare le cause e le concause legate in parte o totalmente alla tua perdita dei capelli, parliamo di diagnosi dettata non solo dall’esperienza ma da un’analisi scientifica avanzata.

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Forse non sai.

I follicoli nelle zone affette da calvizie, possono essere ancora attivi, anche se non riescono a produrre un capello sano e spesso.

Principali imputate sono le Cellule Staminali di alcune aree del cuoio capelluto, che ad un certo punto della loro vita smettono di produrre capelli normali, robusti e sani. Numerosi ricercatori hanno stabilito e confermato che il numero di Cellule Staminali nel cuoio capelluto calvo è lo stesso che nel cuoio capelluto sano. L’unica differenza è che le Cellule Staminali del cuoio capelluto calvo non risultano essere abbastanza mature. La stimolazione di queste Cellule Staminali può in molti casi favorire la massima rigenerazione del follicolo e promuovere la ricrescita di un capello sano.

Per saperne di più sulla Rigenerazione Cellulare