La storia ci insegna come creare il futuro.

Dalle prime soluzioni innaturali al massimo risultato estetico pensabile.

Tecnica FUSS o Strip.

Attualmente più diffusa e proposta, in HairClinic non viene eseguita da ormai 12 anni per via dell’alta invasività.

Le prime tecniche di autotrapianto di capelli erano state soprannominate “ad isole” e sono risalenti a prima degli anni 80. Le tecniche prevedevano l’estrazione e il trapianto di vere e proprie isole di capelli creando un effetto noto come “effetto a bambola”. Successivamente le tecniche di autotrapianto proprio in quegli anni hanno iniziato una lenta evoluzione, dando vita alla tecnica “strip”.

La traduzione in italiano di “strip” è striscia, infatti asportare un lembo di cuoio capelluto e successivamente isolare i capelli da trapiantare sono le prerogative della tecnica FUSS (meglio nota come Strip). Tecnica molto diffusa ma da noi sconsigliata e non adottata, troppo traumatica per i follicoli e parecchio invasiva per il paziente. La striscia di pelle prelevata è lunga 10/20 cm e alta 1/2 cm, il post intervento risulta impegnativo e doloroso, con esiti cicatriziali spesso anti estetici. Richiede inoltre un “sacrificio” eccessivo della zona donatrice, molti follicoli vengo danneggiati durante il prelievo, nel ritaglio per isolare i follicoli, e nella sutura del cuoio capelluto. I risultati estetici finali sono mediocri e non soddisfacenti.

Molti pazienti si accorgevano solo dopo alcuni mesi o pochi anni di un ulteriore effetto antiestetico: più la calvizie avanzava nel corso degli anni e più evidenti erano i capelli innestati perchè risultavano molto distranti tra loro, rendendo il risultato totalmente innaturale. Per arginare questo effetto antiestetico, i massimi specialisti del settore si sono concentrati nel cercare di curare la naturale evoluzione della calvizie e aumentare le possibilità di attecchimento dei follicoli innestati.

E’ così che diventato sempre pià importanti le cure pre e post chirurgia volte a creare condizioni ideali per eseguire l’intervento di autotrapianto e mantenere l’effetto estetico il più a lungo nel tempo.

 

Tecnica FUE.

Ha cambiato le regole dell’autotrapianto aprendo una nuova frontiera nella micro chirurgia della calvizie. Esistono diverse varianti e si differenziano tra loro dall’implanter utilizzato.

L’estrazione manuale, uno per uno, dei follicoli da trapiantare, è la caratteristica principale dell’autotrapianto monobulbare FUE, (FUE Classica, FUE No Trim Hair o Direct Hair No Touch, FUE SLC, e Trillix). Senza dolore, senza punti di sutura, senza cicatrici evidenti come la Strip, sono le peculiarità della FUE.

In una prima fase i vari innesti (unità follicolari) vengono prelevati uno alla volta tramite uno speciale bisturi cilindrico e cavo (punch). In una seconda fase i follicoli vengono trapiantati direttamente nella parte da rinfoltire, grazie ad uno strumento chiamato “implanter”. La dimensione dell’implanter determina anche il grado di densità del rinfoltimento: più lo strumento è sottile più è possibile innestare follicoli vicini fra loro. La grandezza del punch utilizzato per il prelievo stabilisce anche la difficoltà oggettiva della procedura.

Ciò si traduce in due scelte: la prima è l’utilizzo di grandi implanter come il più antiquato Trilix, il quale lascia evidenti cicatrici puntiformi nella zona donatrice e per lo stesso motivo non consente di creare una densità estremamente naturale perché risulta quasi impossibile ottenere una vicinanza adeguata tra gli innesti. Oppure la seconda scelta è utilizzare uno strumento molto sottile ma con il rischio di danneggiare molti follicoli durante le estrazioni. Un altro punto da tenere in considerazione nelle tecniche FUE tradizionali è il tempo necessario per eseguire un autotrapianto, il tempo condiziona la quantità di capelli da trapiantare per singola seduta. Da considerare inoltre anche un certo danno che possono subire inevitabilmente gli innesti se estratti in modo non corretto.

La tecnica manuale che racchiude la massima espressione estetica e di sicurezza è data da aFUE, una tecnica semi automatizzata che utilizza nella fase d’asportazione dei follicoli un punch motorizzato e nella fase di innesto un implater sottilissimo, ciò si traduce in massimo rispetto per la zona donatrice e massima densità fattibile sul paziente nella zona ricevente.

Per eseguire questa tecnica è necessario avere una manualità molto alta e molti anni di esperienza in micro chirurgia della calvizie. In HairClinic i chirurghi che la eseguono si occupano solo di questo settore e di nessun altro sono Top Surgeons internazionali e tra i primi al mondo ad eseguire questa tecnica. Eseguiamo la tecnica aFUE un evoluzione della tecnica FUE classica, le differenze tra aFUE e FUE sono intese nell’uso del punch di estrazione motorizzato e nell’implanter per gli innesti più sottile. Queste peculiarità rendono aFUE una tecnica sicura e altamente valida.

 

Artas Robotics.

Da Artas è iniziata la rivoluzione dell’autotrapianto di capelli.

Artas utilizza una tecnologia di imaging digitale, identifica in modo computerizzato i capelli del paziente mappando i loro raggruppamenti e divide in modo automatizzato le unità follicolari in follicoli da 1/2/3/4 capelli.

Il sistema Artas come per altri sistemi automatizzati, consente l’estrazione precisa delle unità follicolari, estraendole intatte e conservandole al meglio per l’innesto nella zona calva o diradata, l’estrazione omogenea è controllata digitalmente, dona alla zona donatrice un effetto naturale post trapianto. Il sistema ARTAS controlla continuamente qualsiasi movimento della testa del paziente, e dinamicamente si regola di conseguenza.

I limiti della tecnica sono i seguenti:

  • Il punch utilizzato (strumento necessario per l’estrazione del follicolo) risulta essere per ovvie ragioni più ampio rispetto alle nuove tecniche di autotrapianto automatizzato, i segni puntiformi post trapianto risultano più evidenti.
  • I follicoli non vengono aspirati e non sono conservati immediatamente, dopo il carotaggio ed estrazione del follicolo necessita ancora dell’utilizzo di pinzette per la rimozione del follicolo dalla sede originaria.
  • Trattandosi pur sempre di un intervento chirurgico fine a se stesso non può essere una soluzione completa della calvizie, se circa l’80% dei follicoli innestati non cadranno nulla impedirà l’evoluzione della calvizie.

E’ probabile che ci sarà presto un’evoluzione di questo sistema, potrebbe rendere la tecnica di prelievo la il migliore in assoluto, ma al momento non puntiamo totalmente su questa tecnologia e privilegiamo la tecnica atFUE o aFUE.

Per saperne di più si Artas Robotics

 

Micro trapianto atFUE, un passo oltre .

atFUE e aFUE sono le uniche tecniche ad includere la stimolazione e trapianto delle Cellule Staminali e della Matrice ExtraCellulare.

Oggi possiamo sicuramente affermare che atFUE è l’evoluzione della tecnica FUE, offre tutti i suoi vantaggi senza gli svantaggi dovuti alla FUE classica. In HairClinic è ritenuta la miglior tecnica esistente d’autotrapianto monobulbare.

Il Micro Implanter automatizzato NG è tra il più sottili e precisi del settore, permette di estrarre i capelli con una delicatezza e precisione, senza dover rasare la testa (per trapianti fino a 1500), le sessioni sono da 1500 a 4500 follicoli in una sola seduta di 9 ore circa. Grazie al sistema atFUE è stato ridotto al massimo l’errore umano e il danneggiamento dei bulbi durante il prelievo e l’innesto.

I follicoli estratti vengono conservati in vaschette sterili in una soluzione “ristrutturante” a base di liposomi e Fattori di Crescita. La temperatura stabile di 4°C assicura la vita dei follicoli. L’innesto nella zona ricevente oltre ad essere veloce e preciso, permette di raggiungere la massima densità percepita, il ritorno alla vita sociale può essere immediato, il post sessione non è impegnativo o doloroso.

Al fine di offrire al singolo Paziente trattato una migliore esperienza e il massimo risultato possibile atFUE rientra nel Protocollo Advanced Micro Surgery che prevede aFUE non automatizzato avanzato. La scelta delle tecnica è decisa dal chirurgo in base al paziente da trattare (zona ricevente, follicoli deboli o sottili, cute non adatta).

Inoltre a differenza di altre tecniche più invasive dopo l’intervento è possibile avere nella zona donatrice una lunghezza dei capelli che varia da 2 mm in su, in questo modo le tracce sulla cute dovute all’intervento saranno impercettibili e quasi del tutto invisibili. Queste tecniche garantiscono il massimo rispetto per la zona donatrice.

Il plus che rende uniche le tecniche atFUE e aFUE è dato dal Protocollo di Medicina Rigenerativa associato. Di fatto nessun intervento chirurgico fine a se stesso può essere considerato una soluzione completa per la calvizie, per tale ragione risulta necessaria e determinante la cura avanzata eseguita in prima analisi, valutando sono in seconda fase la reale necessità e portata di un eventuale intervento chirurgico.

atFUE e aFUE garantiscono un alto tasso di follicoli in attecchimento e in ricrescita naturale.

Per saperne di più sul perchè l’autotrapianto non basta

 

Potenziamento

L’autotrapianto fino a pochi anni fa era considerato, in modo del tutto errato, la cura della calvizie. La chirurgia non è una cura e va eventualmente eseguita solo su una vera base di salute.

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Cellule Staminali

Finalmente anche in Italia la micro chirurgia della calvizie si associa con successo a terapie determinanti per la realizzazione di un risultato di valore estetico e più duraturo nel tempo.

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Risultati internazionali

Tutti i nostri partners sono topo surgeons e ritenuti l’élite nel campo della Medicina Rigenerativa e micro chirurgia della calvizie. Esperienza e tecnologia danno possibilità di successo concrete.

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