Perché cadono i capelli a uomini e donne: le 7 cause più comuni
La caduta dei capelli è una condizione che interessa uomini e donne di ogni età ed è oggi una delle problematiche più diffuse in ambito salute e benessere. Capire perché cadono i capelli è essenziale per intervenire in modo corretto e tempestivo, evitando che il diradamento dei capelli si accentui nel tempo e diventi più difficile da gestire.
La perdita dei capelli può presentarsi in forma temporanea oppure evolvere progressivamente, a seconda dei fattori coinvolti. Tra le cause della caduta dei capelli più comuni rientrano predisposizione genetica, alterazioni ormonali, carenze nutrizionali, stress fisico e psicologico, terapie farmacologiche e stili di vita poco equilibrati. Nella maggior parte dei casi non esiste un unico responsabile, ma una combinazione di elementi che interferisce con il ciclo vitale del follicolo pilifero, portando a un assottigliamento progressivo del capello, a un diradamento diffuso o alla comparsa di zone di calvizie più evidenti.
Nei paragrafi che seguono analizzeremo nel dettaglio le sette principali cause della caduta dei capelli, spiegando perché si verificano, quali segnali osservare e soprattutto come è possibile intervenire in modo mirato attraverso il protocollo bSBS di medicina rigenerativa senza chirurgia, un approccio avanzato pensato per riattivare i follicoli e contrastare la perdita in modo naturale e progressivo.
Nell'articolo
- Squilibri ormonali e caduta dei capelli
- Stress fisico e psicologico come causa della caduta dei capelli
- Carenze nutrizionali e perdita dei capelli
- Predisposizione genetica e calvizie
- Malattie e patologie che provocano caduta dei capelli
- Farmaci e trattamenti medici come causa di perdita dei capelli
- Stile di vita e cattive abitudini che favoriscono la caduta dei capelli
- Il Protocollo bSBS
- Medicina rigenerativa per i capelli: la nuova soluzione contro la caduta dei capelli
Squilibri ormonali e caduta dei capelli
Gli squilibri ormonali rappresentano una delle cause più comuni della caduta dei capelli sia negli uomini che nelle donne. Gli ormoni influenzano direttamente il ciclo di crescita del capello, che è suddiviso in tre fasi principali: crescita, regressione e caduta. Quando questo equilibrio viene alterato, i follicoli possono accorciarne la fase di sviluppo e anticipare la perdita.
Nelle donne, la caduta dei capelli per cause ormonali è spesso collegata a gravidanza, parto, menopausa, sindrome dell’ovaio policistico o alterazioni della tiroide. Dopo il parto, ad esempio, il brusco calo di estrogeni può provocare una perdita improvvisa e diffusa, nota come effluvio telogenico post partum.
Negli uomini, invece, un ruolo chiave lo svolge il diidrotestosterone, un derivato del testosterone che nei soggetti predisposti geneticamente provoca la miniaturizzazione progressiva dei follicoli, fino alla loro inattivazione. Questo processo è alla base della calvizie maschile.
Anche disturbi endocrini come ipotiroidismo o ipertiroidismo possono causare capelli fragili, secchi e una caduta accentuata. In presenza di diradamenti improvvisi o persistenti è sempre consigliabile eseguire controlli clinici e analisi specifiche per valutare eventuali alterazioni ormonali che possano spiegare la perdita dei capelli.
Stress fisico e psicologico come causa della caduta dei capelli
Lo stress è una delle cause più sottovalutate della caduta dei capelli, ma in realtà ha un impatto enorme sulla salute del cuoio capelluto. Eventi traumatici, periodi di forte pressione emotiva, interventi chirurgici, malattie acute o dimagrimenti rapidi possono innescare una caduta diffusa e improvvisa.
Quando l’organismo è sottoposto a stress intenso, tende a deviare risorse verso le funzioni vitali, trascurando strutture come i capelli. Questo meccanismo porta molti follicoli a entrare contemporaneamente nella fase di riposo, provocando una perdita massiva nel giro di due o tre mesi dall’evento scatenante.
La caduta dei capelli da stress si manifesta spesso come diradamento generalizzato su tutta la testa, senza zone specifiche di calvizie. Può essere accompagnata da prurito, sensibilità cutanea o aumento della produzione di sebo.
Anche lo stress cronico gioca un ruolo fondamentale. Livelli elevati di cortisolo nel tempo alterano la microcircolazione del cuoio capelluto e favoriscono stati infiammatori che indeboliscono i follicoli. Se non viene gestito, questo tipo di stress può trasformare una caduta temporanea in un problema più persistente.
Intervenire sulle cause emotive e sullo stile di vita è spesso parte integrante di qualsiasi percorso efficace contro la perdita dei capelli.
Carenze nutrizionali e perdita dei capelli
Le carenze nutrizionali sono tra le cause più frequenti di caduta dei capelli, soprattutto in persone che seguono diete restrittive, sbilanciate o periodi di forte dimagrimento. Il capello è una struttura complessa composta principalmente da cheratina, una proteina che richiede un adeguato apporto di aminoacidi, vitamine e minerali per essere prodotta correttamente.
Una carenza di ferro, ad esempio, riduce l’ossigenazione dei follicoli e può portare a una perdita diffusa e persistente. Lo stesso vale per deficit di zinco, vitamina D, biotina e vitamine del gruppo B, fondamentali per il metabolismo cellulare.
Anche un apporto proteico insufficiente può compromettere la salute dei capelli, rendendoli più sottili, opachi e inclini alla rottura. In questi casi la caduta non è solo legata alla perdita dalla radice, ma anche a una fragilità strutturale che accentua la percezione di diradamento.
Le carenze nutrizionali possono derivare non solo dall’alimentazione, ma anche da problemi di assorbimento intestinale o da condizioni cliniche specifiche. Per questo motivo, in presenza di caduta persistente, è importante valutare la situazione con esami del sangue mirati prima di ricorrere a integratori fai da te.
Un’alimentazione equilibrata è uno dei pilastri fondamentali nella prevenzione della perdita dei capelli.
Predisposizione genetica e calvizie
Tra le principali cause della caduta dei capelli troviamo la predisposizione genetica, responsabile della maggior parte dei casi di calvizie progressiva negli uomini e di molti diradamenti femminili. Questo tipo di perdita è ereditaria e dipende dalla sensibilità dei follicoli agli ormoni androgeni.
Nei soggetti geneticamente predisposti, i follicoli situati in determinate aree del cuoio capelluto si restringono gradualmente, producendo capelli sempre più sottili e corti. Col tempo, la crescita si arresta completamente e compaiono zone di diradamento sempre più evidenti, in particolare su tempie, vertice e attaccatura frontale.
Nelle donne, la predisposizione genetica si manifesta spesso con un assottigliamento diffuso nella zona centrale della testa, mantenendo l’attaccatura frontale. Questo processo è più lento rispetto a quello maschile, ma può avere un impatto psicologico significativo.
La caduta dei capelli di origine genetica non è improvvisa, ma progressiva e cronica. Riconoscerla precocemente permette di valutare strategie di contenimento efficaci e di rallentare l’evoluzione del diradamento.
In questi casi, ignorare i primi segnali può portare a una perdita sempre più difficile da trattare nel tempo.
Malattie e patologie che provocano caduta dei capelli
Diverse patologie sistemiche possono essere responsabili della caduta dei capelli. Malattie autoimmuni, infezioni, disturbi metabolici e problemi dermatologici del cuoio capelluto possono interferire con la normale crescita del capello.
Una delle condizioni più note è l’alopecia areata, in cui il sistema immunitario attacca i follicoli causando la comparsa di chiazze glabre improvvise. Anche patologie croniche come diabete, lupus o anemia severa possono favorire la perdita dei capelli nel tempo.
Le infezioni del cuoio capelluto, come alcune forme fungine o batteriche, creano infiammazione e danneggiano i follicoli se non vengono trattate rapidamente. Allo stesso modo, dermatiti e psoriasi possono compromettere l’ambiente in cui cresce il capello, rendendolo più fragile e incline alla caduta.
Anche febbre alta e malattie acute possono provocare una perdita temporanea nei mesi successivi, legata allo stress fisiologico subito dall’organismo.
Individuare la patologia di base è fondamentale: senza risolvere la causa primaria, qualsiasi trattamento cosmetico risulterà inefficace nel lungo periodo.
Farmaci e trattamenti medici come causa di perdita dei capelli
Molti farmaci possono provocare caduta dei capelli come effetto collaterale. Tra i più noti troviamo chemioterapici, anticoagulanti, antidepressivi, farmaci per la pressione, retinoidi e terapie ormonali.
Questi medicinali interferiscono con il ciclo di crescita del follicolo, inducendo una caduta temporanea o, in alcuni casi, più marcata. La chemioterapia, ad esempio, colpisce le cellule in rapida divisione, comprese quelle responsabili della produzione del capello, causando una perdita improvvisa e diffusa.
Anche l’interruzione o l’inizio di terapie ormonali può generare uno squilibrio che si riflette sui capelli. Contraccettivi, terapie sostitutive in menopausa o trattamenti per la prostata possono modificare l’equilibrio endocrino e favorire la caduta.
È importante non sospendere mai un farmaco senza consultare il medico. In molti casi, la perdita dei capelli è reversibile una volta terminata la terapia o adattato il dosaggio.
Segnalare tempestivamente questo effetto collaterale consente allo specialista di valutare eventuali alternative terapeutiche.
Stile di vita e cattive abitudini che favoriscono la caduta dei capelli
Lo stile di vita ha un impatto enorme sulla salute dei capelli e può rappresentare una causa determinante nella loro perdita. Fumo, consumo eccessivo di alcol, sonno irregolare e sedentarietà compromettono la microcircolazione e riducono l’apporto di nutrienti ai follicoli.
Anche l’uso frequente di piastre ad alte temperature, trattamenti chimici aggressivi, colorazioni ripetute e acconciature troppo strette può indebolire il fusto del capello e stressare il cuoio capelluto. Nel tempo, queste abitudini possono accentuare il diradamento e rendere i capelli più fragili.
L’esposizione prolungata a smog e inquinamento contribuisce a creare uno stato infiammatorio cronico sulla cute, ostacolando una ricrescita dei capelli sana.
Infine, una gestione scorretta dello stress quotidiano e ritmi frenetici favoriscono squilibri ormonali e infiammatori che si riflettono direttamente sulla salute dei capelli.
Adottare uno stile di vita più equilibrato è spesso uno dei primi passi concreti per contrastare la caduta e preservare la densità nel tempo.
Il Protocollo bSBS
Medicina rigenerativa per i capelli: la nuova soluzione contro la caduta dei capelli
Negli ultimi anni sempre più persone si rivolgono alla medicina rigenerativa capelli come alternativa moderna per affrontare la caduta dei capelli e il diradamento. Questo tipo di approccio si distingue dai metodi tradizionali perché non si limita a contenere temporaneamente la perdita, ma interviene direttamente sui meccanismi biologici che regolano il ciclo del follicolo, stimolando i tessuti e favorendo una ricrescita progressiva e naturale.
A differenza di terapie farmacologiche continuative o interventi chirurgici, la medicina rigenerativa per i capelli lavora sulla qualità del cuoio capelluto, sulla vitalità follicolare e sui processi infiammatori che spesso accelerano la miniaturizzazione. L’obiettivo non è solo fermare la caduta, ma creare le condizioni ideali per rinforzare i capelli esistenti e recuperare densità nel tempo.
All’interno di questo scenario clinico si colloca il protocollo bSBS, adottato da HairClinic come percorso avanzato e personalizzato per il trattamento della perdita dei capelli. Il metodo prevede cinque fasi terapeutiche coordinate e l’impiego combinato di oltre sedici tecnologie evolute, selezionate in base alla condizione individuale del paziente. Il focus è rallentare l’invecchiamento precoce del follicolo, riattivare quelli indeboliti e migliorare l’ambiente biologico in cui cresce il capello.

Il protocollo è progettato per:
• contrastare la miniaturizzazione follicolare
• sostenere la ricrescita dei capelli e aumentarne la densità
• ridurre l’infiammazione del cuoio capelluto
• migliorare ossigenazione e nutrizione dei tessuti
Quando il diradamento è ancora lieve o iniziale, il protocollo bSBS di medicina rigenerativa senza chirurgia rappresenta spesso una valida alternativa all’autotrapianto. Non prevede incisioni, non lascia cicatrici e non richiede anestesia. Le sedute consentono un rientro immediato alla vita quotidiana e sono pensate per chi cerca una soluzione efficace ma non invasiva.
Un altro elemento centrale è la stabilità dei risultati: lavorando sulla rigenerazione dei tessuti e sulla salute follicolare, il percorso mira a consolidare i miglioramenti nel tempo e a rallentare l’evoluzione della caduta dei capelli.
Per questo cresce l’interesse verso opinioni, recensioni e risultati clinici del protocollo multidisciplinare bSBS di HairClinic, scelto da uomini e donne che desiderano affrontare la perdita con un approccio medico avanzato e senza chirurgia.
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