Autotrapianto di capelli, un intervento apparentemente semplice.

Quello che può sembrare un intervento semplice è in realtà composto da regole in grado di determinarne il successo o l’insuccesso.

Autotrapianto di capelli, come funziona?

L’autotrapianto di capelli è una tecnica di infoltimento del cuoio capelluto, prevede il trasferimento dei propri capelli da una zona donatrice ad una zona ricevente.

La zona donatrice si trova nelle parte inferiore della nuca e nelle regioni laterali del capo, è noto che i follicoli in quelle aree garantiscono la vita continua dei capelli, nascono infatti geneticamente protetti dalle forme più comuni di calvizie.

In una prima fase i follicoli vengono selezionati in base alla zona da trattare e successivamente vengono innestasti nella zona diradata o calva, conosciuta anche come zona ricevente.

Quella che può sembrare una semplice procedura nasconde molte difficoltà tecniche ed estetiche. Ai fini di un risultato che soddisfi realmente le nostre aspettative, è fondamentale la scelta del chirurgo e il tipo di tecnica utilizzata.

Oggi le tecniche più diffuse per ottenere un rinfoltimento dei capelli sono la tecnica FUSS (Follicular Unit Strip Surgery) conosciuta anche come Strip, e la tecnica monobulbare FUE (Follicular Unit Extraction). Le differenze tra le 2 soluzioni sono sostanziali.

 

Tecniche di autotrapianto di capelli nel 2016.

Le tecniche non sono tutte uguali, le differenze tra le varie soluzioni sono sostanziali, ma è nella parte donatrice che “si vede” l’evoluzione della tecnica.

Tecnica Strip o FUSS.

La traduzione in italiano di Strip è striscia, infatti asportare un lembo di cuoio capelluto e successivamente isolare i capelli da trapiantare sono le prerogative della tecnica FUSS. Questa tecnica è molto diffusa ma non adottata in HairClinic perchè troppo traumatica per i follicoli e decisamente invasiva per il paziente. La striscia di pelle prelevata è lunga 10/20 cm e alta 1/2 cm, richiede un “sacrificio” eccessivo della zona donatrice. Inoltre, nelle varie fasi chirurgiche, molti follicoli vengono irreparabilmente danneggiati; durante il prelievo, nel ritaglio per isolare i follicoli, e nella sutura del cuoio capelluto. Il post intervento risulta impegnativo e doloroso, con esiti cicatriziali spesso anti estetici.

Tecnica mono bulbare FUE (estrazione manuale per singolo bulbo).

L’estrazione manuale dei singoli follicoli da trapiantare, è la caratteristica principale dell’autotrapianto mono bulbare FUE, (FUE Classica, SLC, DHT, Trilix). I vantaggi indiscutibili di questa tecnica sono l’assenza di dolore post operatorio, di punti di sutura, di cicatrici evidenti presenti nella tecnica Strip. Questa procedura garantisce inoltre un grande “rispetto” per la sempre critica e limitata zona donatrice. In una prima fase le unità follicolari sono prelevate una alla volta tramite uno speciale bisturi cilindrico cavo chiamato “punch”. Nella seconda fase, grazie ad uno strumento chiamato “implanter”, i follicoli vengono trapiantati direttamente nella parte da rinfoltire. La dimensione dell’implanter utilizzato per gli innesti determina il grado di densità del rinfoltimento: più la punta è sottile più è possibile innestare follicoli vicini tra loro. Allo stesso modo la dimensione dell’implanter stabilisce anche la difficoltà oggettiva della procedura.

Tecnica mono bulbare atFUE (estrazione motorizzata per singolo bulbo).

Al fine di migliorare le tecniche d’autotrapianto, gli studi si sono concentrati sulla robotica e sull’ideazione di strumenti micro chirurgici innovativi automatizzati, meno invasivi, più sicuri e che rendeno il gesto tecnico più preciso. atFUE utilizza un micro implanter motorizzato controllato manualmente dal chirurgo, l’automazione riduce enormemente l’errore umano. La sua micro punta (fino a 0,5 mm di spessore nella fase di innesto e 0,8 nella fase di prelievo) permette di estrarre tutti i capelli necessari con una delicatezza e precisione assoluta, senza danneggiare i follicoli e senza dover rasare completamente la testa (decisione del chirurgo in base alle aree da trattare e al tipo di zona donatrice). atFUE e aFUE (la versione d’estrazione manuale avanzata) rientrano nel Protocollo Advanced Micro Surgery, sono le uniche tecniche di autotrapianto di capelli ad includere il più evoluto Protocollo di Medicina Rigenerativa disponibile volto ad ottenere un risultato più naturale, denso e definitivo.

Diffidate da propaganda di punch sotto gli 0,8 mm in fase di prelievo.

I punch sono strumenti micro chirurgici utilizzati nella fase di prelievo e servono per eseguire il carotaggio delle unità follicolari. In natura ogni unità follicolare possiede un diametro di 0,74 mm, la misura corretta per estrarre i follicoli senza danneggiarli e senza lasciare grossi segni visibili dopo il prelievo è 0,8 mm. atFUE utilizza un punch motorizzato che rende il prelievo decisamente più sicuro, è l’unico da utilizzre per evitare di creare danni ai follicoli. E’ necessario dunque diffidare da chi fa propaganda dell’utilizzo di punch inferiore a 0,8 mm. Nella la fase di innesto atFUE utilizza un implanter sottilissimo da 0,5 mm per le unità singole, ciò permette una maggiore vicinanza tra gli innesti e la più alta densità consentita nella zona ricevente.

La zona donatrice è la tua ricchezza, proteggila!

Sono evidenti le tracce antiestetiche di tecniche invasive o non in linea con le nuove possibilità tecnologiche. Una zona donatrice compromessa non consente di procedere con un nuovo autotrapianto o non consente di avere un taglio di capelli della lunghezza desiderata. Sebbene non esista la chirurgia senza cicatrici, atFUE ha come prerogativa la massima salvaguardia della zona donatrice: le tracce dell’intervento sono davvero impercettibili e consentono di avere un taglio di capelli della lunghezza preferita.

Per saperne di più sulle tecniche di autotrapianto

 

I limiti dell’autotrapianto.

La densità della zona donatrice determina anche la possibilità effettiva di eseguire un autotrapianto e il suo risultato finale.

Maggiore è l’estensione dell’area priva di capelli maggiore dovrà essere il numero di follicoli da prelevare. E’ necessario sapere che la zona donatrice non è illimitata, i follicoli prelevati non ricresceranno più. L’abuso di prelievo, dovuto alle maxi sessioni o ai diversi interventi d’autotrapianto, danneggia irreparabilmente la zona donatrice.

Un altro aspetto da tenere in considerazione sono i conosciuti effetti post chirurgia, il primo è lo “schock loss” condizione che provoca una caduta accelerata dei follicoli danneggiati, sottili e in fase di miniaturizzazione presenti nella zona ricevente. Questo effetto è riscontrato maggiormente nei casi di diradamento, situazione sulla quale un autotrapianto è altamente sconsigliato dai massimi esperti del settore.

L’effetto estetico della sola chirurgia non sempre naturale, interessa maggiormente chi esegue un trapianto di capelli a bassa densità o su una zona diradata, il chirurgo per conservare i capelli nativi ed evitare al massimo l’effetto dello schock loss, è costretto ad eseguire innesti distanti tra loro. Inoltre il capello preso dalla zona donatrice è solitamente spesso e con un colore naturale, mentre quello presente nelle zone diradate è sottile con un pigmento più chiaro, questa combinazione tra spesso e sottile nella stessa zona è completamente antiestetico e innaturale.

Scopri perché l’autotrapianto non basta

 

L’autotrapianto di capelli è davvero la soluzione al problema della calvizie?

L’autotrapianto non è una cura, non riequilibra le funzionalità ormonali, non rigenera i follicoli danneggiati.

L’autotrapianto non crea nuovi capelli, si limita a spostare alcuni follicoli da una zona distribuendoli su un’altra. L’intervento chirurgico è da adottare solo dopo aver affrontato seriamente il problema della tua calvizie, scoperte le cause e ristabilito i giusti valori ormonali necessari per la vita del follicolo.

Sebbene l’autotrapianto funzioni e per la maggior parte dei follicoli innestati la vita continuerà, nulla potrà arginare l’evoluzione fisiologica della calvizie. Di fatto molte persone dopo 2/4 anni si ritrovano nella stessa situazione di partenza, dala la continua (lenta o veloce) perdita dei capelli.

Se oggi ti “limiti” a coprire il problema con un autotrapianto, domani ci penserà l’avanzare della tua calvizie a scoprirlo nuovamente. L’autotrapianto diventa la soluzione migliore quando viene eseguioto su una sana situazione cutanea ed ormonale e solo in ultima istanza.

Per saperne di più sull’autotrapianto di capelli